Suonoterapia integrata PDF Stampa E-mail

 

 

Suonoterapia e massoterapia: una proposta di integrazione

La mia esperienza con la Niemann Pick, e non solo

 

Il Suono mette il corpo e l'anima in armonia con tutto ciò che esiste

Oscar Wilde

 

strumentisuonoterapiaIntegrazione tra suonoterapia, massoterapia e sistema energetico meridiani/ chakra

In questo momento, parte del mio studio sta sperimentando ed esaminando l'integrazione tra tre grandi settori delle discipline vibrazionali: la suonoterapia, la massoterapia e il sistema meridiani/chakra. Come?

Nella mia esperienza di suonoterapia ho integrato fin'ora vari strumenti, Diapason (Armonius e Dispersione/Tonificazione), sonagli, cimbali, Campane Tibetane, allo scopo di far raggiungere un profondo rilassamento ai miei riceventi: al raggiungimento di questo stato le onde cerebrali diminuiscono (stadio Alfa) e la mente diventa calma e ricettiva, tendendo a raggiungere uno stato introspettivo e meditativo e riuscendo – a volte – a risolvere problematiche psico-emozionali, causa di disturbi fisici. È in questo stato che il corpo ha infatti le maggiori capacità di ripresa e rigenerazione.

Il massaggio implica oggi finalmente un'attenzione globale all'insieme corpo-mente-spirito prendendo in considerazione l'essere nella sua totalità, dalle radici. La mia esperienza massoterapica con i malati di Niemann Pick ha compreso tuina (l'antico massaggio cinese), ortho bionomy, Dien Chan (riflessologia facciale vietnamita), tutte discipline che considerano l'uomo nella sua globalità, oltre a qualche manovra del linfodrenaggio Vodder. Le manovre erano mirate a far riacquistare ai pazienti l'elasticità e la flessibilità delle articolazioni, oltre alla sensibilità e alla percezione corporea (laddove possibile).

Con il Trattamento dei Meridiani Energetici della Medicina tradizionale cinese e dei Chakra della Medicina ayurvedica ho potenziato e meglio indirizzato il trattamento vibrazionale effettuato col suono, andando a stimolare i principali punti dell'agopuntura e i chakra primari.


La Suonoterapia

Credo che la mia esperienza di suonoterapia con la Niemann Pick abbia potuto ampiamente dimostrare la sua validità in un settore sempre più bisognoso di nuove forme e risorse di assistenza nel campo delle malattie rare e altamente invalidanti.

La suonoterapia può infatti rappresentare una risorsa terapeutica non tradizionale, che può validamente integrare le discipline riguardanti la prevenzione, il trattamento e la riabilitazione di diverse forme di malattia, anche gravi, e di disabilità come pure il campo della salute mentale (come dimostrato dall'esperienza avuta con una mia paziente affetta da olopronsecefalia lobale). All'interno di un lavoro da parte di un'équipe di riabilitazione, il suonoterapeuta potrebbe rivelarsi utile sfruttando le sue conoscenze in ambito scientifico (se medico, fisioterapista, massoterapista) od olistico (se operatore di discipline bionaturali/orientali/olistiche) o entrambe.

campanaLa suonoterapia si basa su una visione dell'uomo secondo la quale l'interazione corporeo-sonoro-musicale-vibrazionale lo abbraccia da un completo punto di vista bio-psico-sociale e spirituale. Il suonoterapeuta utilizza la musica e le sue componenti costitutive, il suono, la voce, il silenzio, come risorse essenziali per il conseguimento di obiettivi terapeutici, tanto a livello psicologico che a livello fisico. Può anche utilizzare a volte il movimento, integrandoli magari con esercizi di bioenergetica o di stiramento dei meridiani, di qi cong, di yoga o altro, come quelli di liberazione emozionale (ad es. di imitazione dei cosiddetti 'animali totem').

Il suonoterapeuta può utilizzare semplici strumenti musicali, che non richiedono alcuna competenza tecnica, per costruire un dialogo sonoro in grado di facilitare l'espressione dei vissuti emotivi, aumentando così la consapevolezza di sé, l'autostima, l'equilibrio tra le tensioni interne, la creatività. Può utilizzare la voce, sola o accompagnata da questi strumenti, col fine di stimolare sensazioni, emozioni, immagini mentali, ricordi, pensieri. La suonoterapia si basa sull'uso di abilità che esistono e sono esistite in tutti i popoli e in tutti i tempi e la sua finalità principale è sempre la riarmonizzazione dell'individuo.

Molte culture riconoscono l'importanza della musica e del suono come metodo di guarigione. Nelle civilizzazioni antiche di India, Oriente, Africa, Europa e fra gli Aborigeni e gli indiani d'America, la pratica di usare il suono per guarire e realizzare l'equilibrio dall'interno è esistita per molti anni. I tibetani ancora usano le flange (o cimbali), i carillon, le campane e il canto come fondamento per loro pratica spirituale. A Bali, Indonesia, il "gamelang", il gong e il tamburo sono utilizzati nei riti religiosi e gli shamani nativo-americani usano la tonalità vocale e la vibrazione sonora ripetuta, nelle cerimonie sacre, per re-intonare lo squilibrio dello spirito, delle emozioni o del corpo fisico.

I sacerdoti dell'Egitto antico hanno saputo usare i suoni vocali per far risuonare i loro centri o chakras di energia. C'è un collegamento diretto fra le parti differenti del corpo e suoni specifici. Questa tecnica sembra estremamente vecchia, tuttavia la cura attraverso il suono risale molto anticamente almeno fino ad Atlantide.

Ho basato e baso il mio lavoro suonoterapeutico, riferito non solo alla mia esperienza con Niemann Pick, ma anche a tutto il mio tirocinio e al mio lavoro attuale, sulla convinzione che le vibrazioni, accompagnate spesso da una nuova percezione ed espressione musicale e non, permettano un grado di registrazione e di connessione con la realtà interna ed esterna più profondo e consapevole, diverso da quello della percezione ed espressione corporea e verbale. Oltretutto – e questo lo dimostra anche la tecnica Resonance di cui parlerò dopo aver svolto una ricerca che pubblicherò su questo sito – le vibrazioni riescono a effettuare il riequilibrio energetico a VELOCITA' SUPERSONICA.

Un processo adeguato di integrazione delle varie modalità di espressione (verbale, corporea e/o musicale) permette sicuramente una sintesi e un insight (un'interiorizzazione) che favoriscono la presa di coscienza delle proprie potenzialità, ai fini di un'interazione creativa con gli altri e/o con il contesto ambientale in cui ognuno di noi è immerso e con il quale ognuno di noi deve interagire quotidianamente. In questo modo viene offerto uno spazio di crescita personale non a partire dai "no" e dal "non essere capace" ben noti, bensì a partire dai "sì" ancora sconosciuti.